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martedì 25 ottobre 2011

Puglia. L'AQP è ancora SPA. Le tariffe NON sono state RIDOTTE.

Il secondo quesito referendario non è stato attuato e le tariffe non sono state ridotte.

Il Comitato Pugliese “Acqua Bene Comune” prende spunto dalle recenti affermazioni del Capogruppo del PD alla Regione, il quale insiste sulla necessità di dare reale attuazione all’esito referendario che “impone l’obbligo di una rideterminazione della tariffa con l’esclusione della quota, pari al 7%, relativa alla ‘remunerazione del capitale investito”, sollecitando tutte le forze politiche che siedono nel Consiglio Regionale ad adoperarsi, senza tentennamenti, per la piena attuazione della volontà così chiaramente espressa dai cittadini con i Si ai referendum.

E all’Assessore Amati - che respinge la richiesta del suo capogruppo affermando “non è percorribile ogni richiesta di riduzione della tariffa del servizio idrico integrato, compresa la riduzione del 7% di remunerazione del capitale investito, che è per noi un costo” (http://www.regione.puglia.it/index.php?page=pressregione&id=11468&opz=display) ricordiamo che la “remunerazione del capitale investitonon è un costo come del resto ben sa l’AATO che, nel documento di  “RIMODULAZIONE PIANO D’AMBITO 2010-2018 (CAPITOLO)”-, afferma che “La remunerazione del capitale investito rappresenta il ristoro economico e l’incentivo riconosciuto al soggetto gestore per il finanziamento degli interventi mediante l’impiego di mezzi propri”. Allo stesso tempo si fa presente all’Assessore Amati - che nella stessa nota afferma che “L'unica attività consentita in futuro all'Autorità Idrica Pugliese sarà quella di rimodulazione tariffaria sulla capacità reddituale dei Cittadini, senza modificare il piano degli investimenti […]" - che la remunerazione del capitale non incide sul piano degli investimenti che, peraltro viene “recuperato” in tariffa attraverso l’ammortamento e che, comunque, non potrebbe essere imposta da un soggetto di diritto pubblico nel quale l’acquedotto pugliese dovrebbe trasformarsi.

Siamo altresì ancora in attesa che trovi concretizzazione l’impegno assunto dal Capogruppo del SEL alla Regione che, in un comunicato del luglio scorso, aveva annunciato di volersi adoperare “per ricollegare le attese del Comitato e dei referendari all’azione della Giunta regionale”.

In questa fase così drammatica della nostra Nazione, nella quale, indifferente alle esigenze espresse dai cittadini, la politica sembra sempre più arroccata a difendere i propri privilegi e sembra incapace di costruire un vero dialogo con le persone, chiediamo con forza e determinazione che sia ripreso il percorso per la ripubblicizzazione dell’Acquedotto Pugliese.

NON E’ PLAUSIBILE che dopo quasi sette anni di mandato legislativo della attuale maggioranza di governo regionale - che per ben due campagne elettorali ha fatto della ripubblicizzazione del servizio idrico integrato in Puglia il proprio cavallo di battaglia - l’ACQUEDOTTO PUGLIESE sia ancora una SOCIETA’ PER AZIONI.

Continuiamo e continueremo con inflessibile fermezza a chiedere, a nome degli elettori pugliesi - che in stragrande maggioranza hanno dimostrato adesione al SI all’acqua pubblica -  che gli impegni e le dichiarazioni di principio si traducano in atti concreti. Per questo ci associamo all’auspicio del Prof. Alberto Lucarelli affinché “dalla Puglia, prima paladina dell'acqua pubblica in Italia, arrivi un ulteriore segnale di sostegno alla volontà degli oltre 27 milioni di italiani che hanno votato per il referendum, ad esempio, riproponendo i contenuti della legge elaborati dal tavolo tecnico”.

Comitato pugliese “Acqua Bene Comune”- Forum Italiano dei Movimenti per l’Acqua

venerdì 21 ottobre 2011

TG 20.10.11 "Acqua bene comune" una missione

22/10: Assemblea Regionale Comitato "Acqua Bene Comune"

Accogliendo le proposte e le esigenze emerse nelle scorse assemblee e con l'obiettivo di "allargare" la partecipazione da parte di tutti i territori, da sabato prossimo prende avvio la fase itinerante delle Assemblee regionali del Comitato pugliese "Acqua Bene Comune"
Date le ultime vicende che hanno coinvolto Bobo Aprile e le altre diciassette persone arrestate e le undici denunciate per il loro impegno politico, ci è sembrato simbolicamente importante e politicamente significativo - oltre che un modo per esprimere la vicinanza a coloro che lottano e si espongono in prima persona per la difesa dei beni comuni, del lavoro e della giustizia sociale - la decisione di convocare la prima assemblea itinerante a Brindisi.

Per cui, l’Assembla Regionale del Comitato pugliese "Acqua Bene Comune" è convocata per Sabato 22 ottobre alle ore  16,00 presso la sede dei movimenti in via Conserva 46 (centro di Brindisi di fronte la sede della Caritas, a cento metri da piazza Vittoria ) secondo il seguente ordine del giorno:
  • Legge sulla cosiddetta ripubblicizzazione dell’acquedotto pugliese: aggiornamento e nuove  iniziative;
  • Attuazione secondo quesito referendario: campagna per la riduzione della tariffa del sevizio idrico integrato;
  • Rimborso referendario: analisi del bilancio e proposte;
  • Varie ed eventuali

Comtato Pugliese "Acqua Bene Comune"

giovedì 20 ottobre 2011

Federutility batte in ritirata e annulla l'iniziativa con un cartello!


COMUNICATO STAMPA
con preghiera di pubblicazione e diffusione

 La BEFFA, questa volta, non arriva a compimento e la STAFFETTA DELL’ACQUA di Federutility non arriva a Bari: appuntamento annullato a qualche ora dall'inizio!

A differenza di quanto annunciato, la Staffetta dell'Acqua di Federutility non ha fatto tappa a Bari. A poche ore dall'evento, un cartello ha annunciato la cancellazione dell'iniziativa programmata fin dall'estate. Niente "idrofori", niente cerimonie, niente collegamenti radio.            
Di fronte all'annunciato PRESIDIO PER LA VERITA' organizzato dal Comitato Pugliese "Acqua Bene Comune", i rappresentanti delle imprese che a parole definiscono l'acqua "pubblica" ma poi, nei fatti, ne fanno merce, coloro che hanno avversato il referendum e ora, in modo subdolo, stanno cercando di boicottarne l'esito, rifuggono il confronto e preferiscono battere in ritirata!

ma il PRESIDIO PER LA VERITÀ continua, rilancia e chiede subito:

●  all'ATO/AIP, all'acquedotto pugliese "AQP S.p.A.": l'attuazione immediata del referendum attraverso la riduzione delle bollette con l’eliminazione del profitto;
  
● alla REGIONE PUGLIA: la reale trasformazione dell’acquedotto pugliese da Società per Azioni in Soggetto di diritto pubblico;
  
● alla REGIONE PUGLIA, all'Acquedotto pugliese "AQP S.p.A."l’Acquedotto pugliese fuori da Federutility. 


 Comitato pugliese “Acqua Bene Comune”- Forum Italiano dei Movimenti per l’Acqua

lunedì 17 ottobre 2011

19/10 presidio per la verità: NESSUN PROFITTO SULL'ACQUA‏


LA STAFFETTA DELL’ACQUA

che a Bari farà tappa mercoledì 19 ottobre dalle ore 17.00-19.00

presso il Sagrato della Chiesa di San Giuseppe (Largo Monsignor Curi)

è una beffa ai danni dei cittadini italiani organizzata da Federutility.


Ma cos’è Federutility?

E’ la federazione che riunisce alcune delle imprese che fanno profitti e speculano sull’acqua.

Sono gli stessi ipocriti che a parole definiscono l’acqua pubblica ma, poi, nei fatti, ne fanno merce.

Sono coloro che prima hanno avversato il referendum e ora stanno cercando,

in modo subdolo, di boicottarne l’esito!

L’acquedotto pugliese SpA è nell’esecutivo di Federutility!


 ORA BASTA CON BUGIE E IMBROGLI!
 
L'appuntamento è in L.go Carabellese (la piazza della scuola Balilla) alle 17.30!

Partecipa e invita a partecipare al PRESIDIO PER LA VERITA'

al presidio per CHIEDERE 
  1. attuazione immediata del referendum: riduzione delle bollette con l’eliminazione del profitto
  2. la trasformazione reale dell’acquedotto pugliese da Società per Azioni in Soggetto di diritto pubblico!
  3. l’Acquedotto pugliese fuori da Federutility!!!
 Diffondi questo invito e fai partire il TAM TAM

Comitato Pugliese "Acqua Bene Comune"

mercoledì 12 ottobre 2011

Solidarietà a Bobo Aprile, ai disoccupati arrestati e ai denunciati a Brindisi

Il Forum Italiano dei Movimenti per l'Acqua esprime solidarietà a Bobo Aprile, agli altri diciassette disoccupati arrestati e agli undici denunciati a piede libero per le loro iniziative di lotta.
In un momento storico in cui crisi finanziaria e l'inadeguatezza della classe politica costringono i cittadini all'indignazione, la risposta degli apparati si fa sempre più repressiva.
Il nostro movimento, che ha sempre fatto della partecipazione e dei diritti il punto centrale di ogni iniziativa, è vicino a coloro che lottano e si espongono in prima persona per la difesa dei beni comuni, del lavoro, della giustizia sociale.
Roma, 12 ottobre 2011

Il Forum Italiano dei Movimenti per l'Acqua

martedì 4 ottobre 2011

Riduzione tariffa: Comitato "S. Marco"-Japigia scrive all'ATO

Il Comitato S.Marco del Quartiere di Japigia di Bari, rispondendo all'appello del Comitato pugliese "Acqua Bene Comune", ha inviato all'ATO e per conoscenza al Sindaco di Bari la richiesta di adeguamento tempestivo della tariffa del servizio idrico integrato all'esito referendario dello scorso 12-13 giugno e, cioè, l'eliminazione dalla tariffa della voce relativa alla remunerazione del capitale investito.
INVITIAMO ogni organizzazione e cittadino a fare lo stesso.
Il referendum è uno strumento costituzionale e il suo esito deve essere rispettato, altrimenti non si può parlare di uno Stato democratico!
Attiviamoci!
I dettagli della campagna, li trovate anche sulla home page del sito nazionale: http://www.acquabenecomune.org/raccoltafirme/ al link
"Puglia - Invito alla mobilitazione per l'attuazione dei referendum"

Alberto Lucarelli conferma l'analisi del Comitato pugliese "Acqua Bene Comune"

Ciao a tutti,
dalle pagine de Il Manifesto, Alberto Lucarelli - ordinario di Diritto Pubblico all'Università Federico II di Napoli e coordinatore del Tavolo Tecnico che nel 2009 ha elaborato il testo di legge per la trasformazione dell'Acquedotto pugliese da S.p.A. a soggetto di diritto pubblico - conferma l'analisi del Comitato pugliese "Acqua Bene Comune", condivisa e fatta propria dal Forum Italiano dei Movimenti per l'Acqua, nell'Assemblea dello scorso 2 luglio a Roma, evidenziando che tale testo ha subito modifiche "che ne mutavano in parte il suo spirito e la sua portata" (eliminazione della definizione del servizio idrico come servizio di interesse generale privo di rilevanza economica e sottratto alla regola della concorrenza; compressione della garanzia del diritto al minimo vitale; disposizione dell'affidamento a società miste di attività diverse dal servizio idrico integrato ma da "esso rivenienti" e contestuale eliminazione della possibilità di affidamento a consorzi pubblici; eliminazione del concetto di governance partecipata del gestore laddove l'azienda pubblica regionale è governata da un amministratore unico svincolato sia dal territorio che dalle istanze partecipative dal basso, in contrasto con i principi in tema di governo e gestione dei beni comuni).
Il prof. Alberto Lucarelli conclude l'articolo invitando la Regione Puglia a dare un segnale di sostegno alla volontà degli oltre 27 milioni di italiani che hanno votato per il referendum, "riproponendo i contenuti della legge elaborati dal tavolo tecnico".
Qui di seguito, l'articolo di Alberto Lucarelli.

Comitato pugliese "Acqua Bene Comune"



OPINIONI di Alberto Lucarelli
ACQUA PUBBLICA
NAPOLI E PUGLIA, DUE PERCORSI DA ACCOMUNARE
In questo momento di "rivoluzione dei beni comuni" e di inversione di rotta, anche al fine di costituire un fronte comune delle realtà regionali e locali, mi piace ricordare il disegno di legge regionale della Regione Puglia di ripubblicizzazione dell'Aqp spa elaborato e approvato dal tavolo tecnico, che ho avuto l'onore di coordinare, nell'ottobre-dicembre 2009. Tale testo, come è noto, ha rappresentato nel panorama nazionale, ancor prima di Napoli, una straordinaria novità dal punto di vista politico-istituzionale e giuridico. Il processo di formazione del testo si è sviluppato con metodo democratico dal basso con una componente del tavolo designata direttamente dal movimento per l'acqua. Un processo normativo sviluppatosi durante il processo di approvazione del decreto Ronchi, quindi in piena furia privatizzatrice. Ciò nonostante il tavolo tecnico, con costruzioni giuridiche elaborate, sofisticate, ma anche coraggiose ha consegnato al governo pugliese, nel dicembre 2009, un testo che sostanzialmente si fondava sui seguenti punti che in parte hanno anche ispirato il lavoro di Napoli: l'acqua è un bene comune, di proprietà collettiva, essenziale e insostituibile per la vita; il servizio idrico è un servizio pubblico locale di interesse generale, privo di rilevanza economica e sottratto alla regola della concorrenza; la gestione del servizio idrico integrato pugliese è affidato esclusivamente ad un'azienda pubblica regionale di diritto pubblico senza finalità di lucro; la previsione della garanzia del minimo vitale e l'istituzione di un fondo regionale per il diritto all'acqua; l'istituzione del fondo regionale di solidarietà internazionale; la governance dell'azienda è assicurata attraverso un consiglio d'amministrazione composto da cinque membri rappresentativi dei comuni affiancato da un consiglio di sorveglianza con poteri di controllo basato su modalità di rappresentanza dei lavoratori, delle associazioni ambientaliste, dei consumatori, dei sindacati e dei rappresentanti dei comuni e dei comitati cittadini su base provinciale; al quale si affiancava anche la previsione di meccanismi procedurali e la predisposizione di mezzi finalizzati al coinvolgimento e alla partecipazione dei lavoratori, e su base territoriale della cittadinanza, rispetto alle decisioni inerenti gli atti fondamentali di pianificazione, programmazione e gestione.
Questo testo, particolarmente innovativo, durante il percorso legislativo, non influenzato per motivi temporali dall'esito referendario, subiva talune modifiche che ne mutavano in parte il suo spirito e la sua portata. Il testo riformulato e approvato in sede di consiglio regionale il 14 giugno 2011, forse ancora troppo influenzato dalla superata sentenza n. 325 del 2010 della Corte costituzionale, non afferma più che il servizio idrico sia un servizio di interesse generale privo di rilevanza economica e sottratto alla regola della concorrenza. Come è noto, si tratta di affermazioni non soltanto simboliche ma dense di contenuti in relazione proprio alla natura del servizio svolto dal soggetto gestore.
Va inoltre evidenziato che lo stesso principio della garanzia del diritto al minimo vitale si comprime laddove lo si vincola al 18% per cento degli avanzi netti di gestione, disposizione, non in armonia con i principi di contabilità pubblica. Non può non rilevarsi anche la disposizione dell'affidamento a società miste di attività diverse dal servizio idrico integrato ma da "esso rivenienti" (senza, peraltro, ulteriore specificazione che ne chiarisca l'oggetto), eliminando la possibilità di affidamento a consorzi pubblici (come previsto, invece, nel testo originale). Inoltre, viene meno proprio quel concetto di governance partecipata del gestore laddove l'azienda pubblica regionale è governata da un amministratore unico svincolato sia dal territorio che dalle istanze partecipative dal basso, in contrasto con i principi in tema di governo e gestione dei beni comuni.
Io credo che i percorsi di Napoli e della Puglia, pur nelle oggettive differenze, vadano, per quanto possibile, ricondotti ad unità. Sarebbe importante se dalla Puglia, prima paladina dell'acqua pubblica in Italia, arrivasse un ulteriore segnale di sostegno alla volontà degli oltre 27 milioni di italiani che hanno votato per il referendum, ad esempio, riproponendo i contenuti della legge elaborati dal tavolo tecnico. Dopo Napoli, ciò sarebbe colto come un altro grande atto rivoluzionario