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giovedì 28 giugno 2012

INVITO Conferenza Stampa 30 giugno


INVITO ai Comitati e gruppi territoriali a partecipare

Sabato 30 giugno alle ore 10.30
a Bari, in Via Capruzzi
(sotto i portici, davanti all’entrata della sede del Consiglio regionale)
alla Conferenza stampa

“Verso una Rete dei Comitati territoriali per i Beni Comuni” per

  • la presentazione del percorso di costituzione della Rete dei Comitati territoriali per i Beni Comuni, con l’obiettivo di respingere l’intento di aprire il mercato ai privati e di aprire un laboratorio fermentante di riflessione, elaborazione e azione.
  • il lancio dell’Assemblea pubblica per la costituzione della Rete dei Comitati territoriali per i Beni Comuni.


SI INVITANO I COMITATI
che parteciperanno alla conferenza Stampa a:

- darne comunicazione a: retecomitati@benicomuni.org
- portare uno striscione del proprio Comitato territoriale

Diffondete il più possibile questo messaggio via web attraverso siti/blog/fb/email/ecc.

sabato 23 giugno 2012

venerdì 22 giugno 2012

Comunicato stampa: Invito ai comitati e alla cittadinanza


Comunicato stampa

Verso una Rete dei Comitati territoriali per i Beni Comuni

INVITO


Nonostante la volontà popolare espressa nei referendum del 2011, anche l’attuale governo, come il precedente, prosegue l’attacco ai servizi pubblici locali e, dunque, ai beni comuni, e apre una nuova fase di privatizzazioni e liberalizzazioni.

Quest’ultima, sembra essere stata recepita dal Governo Regionale pugliese attraverso le inattese e sorprendenti dichiarazioni a mezzo stampa rese dal Presidente Vendola di qualche settimana fa (http://www.lagazzettadelmezzogiorno.it/notizia.php?IDNotizia=522457&IDCategoria=1) con le quali ha annunciato la presentazione di un disegno di legge che porti alla “cessazione delle municipalizzate e all’apertura del mercato ai privati” nei servizi pubblici locali.

Tale scelta si pone, fra l’altro, in contraddizione con precedenti affermazioni e con alcuni atti del Governo come, ad esempio, il ricorso contro il provvedimento del Governo Berlusconi che reintroduceva le norme abrogate dal referendum (proposto ed elaborato dai giuristi estensori dei quesiti referendari) presentato dalla Regione alla Corte Costituzionale.

Per riflettere su quanto accade, confrontarsi e discutere sul da farsi diversi Comitati territoriali impegnati nella difesa dei Beni Comuni (acqua, rifiuti, ambiente, ecc.) hanno sentito la necessità di incontrarsi.

Dal primo incontro informale è emersa l'esigenza di convocare un'assemblea pubblica in modo da estendere il confronto auspicabilmente a tutti i Comitati e le realtà realmente e autenticamente presenti sul territorio e impegnate a difesa dell'ambiente e degli altri beni comuni, e con l'obiettivo di organizzare una resistenza diffusa per respingere l'intento di aprire il mercato ai privati, attraverso la costituzione di una rete permanente di riflessione, elaborazione e azione.

A tale fine, si INVITANO tutti i gruppi e i comitati territoriali
che intendano essere parte integrante del processo in questione a scrivere a: retecomitatibenicomuni@gmail.com

martedì 12 giugno 2012

Lettera aperta sulla proposta di legge per la privatizzazione dei servizi pubblici locali



COMITATO PUGLIESE “ACQUA BENE COMUNE”
FORUM ITALIANO DEI MOVIMENTI PER L’ACQUA



















Ai Consiglieri Regionali
                                                                                  Consiglio Regione Puglia
                                                                                  Via Capruzzi
                                                                                  70121 Bari BA
                                                                                                         
e p.c. Ai membri della Giunta Regionale
Alla stampa


Oggetto: Lettera aperta sulla proposta di legge per la privatizzazione dei servizi pubblici locali

Gentili Consiglieri,
nei giorni scorsi il Presidente della Giunta Regionale Pugliese, con inattese e sorprendenti  dichiarazioni a mezzo stampa, che hanno suscitato clamore anche a livello nazionale, ha comunicato di accingersi a presentare in Consiglio Regionale un disegno di legge che porti alla “cessazione delle municipalizzate e all’apertura del mercato ai privati” nei servizi pubblici locali.

Gli argomenti addotti dal Presidente Vendola, sono cosi strettamente coincidenti con quelli proclamati dai privatizzatori nel corso della recente campagna referendaria, da rendere sbigottiti i 27 milioni di elettori che si sono espressi per il SI al Referendum.
Per questo ci appelliamo a Voi che, in qualità di Legislatori della nostra Regione, avete la responsabilità di tradurre in atti legislativi la volontà popolare così chiaramente espressa con il voto referendario anche nella nostra regione, affinché sia scongiurato qualsiasi sovvertimento del Referendum e sia liberata la Regione Puglia dalla rapacità di una finanza che sta portando il mondo verso il disastro economico e sociale.

Vi sollecitiamo, invece, perché vi adoperiate per approvare una legge la quale, senza i marchiani errori contenuti in quella abrogata dalla Corte Costituzionale, porti finalmente alla ripubblicizzazione dell'AQP invocata dai cittadini pugliesi, e alla difesa dei servizi pubblici locali e dei Beni Comuni dalle privatizzazioni.


Perché si scrive Acqua e si legge Democrazia.

Comitato pugliese “Acqua Bene Comune” – Forum Italiano dei Movimenti per l’Acqua

sabato 2 giugno 2012

Comunicato stampa: NO ALLA PRIVATIZZAZIONE DEI BENI COMUNI


COMITATO PUGLIESE “ACQUA BENE COMUNE”
FORUM ITALIANO DEI MOVIMENTI PER L’ACQUA












Comunicato stampa
NO ALLA PRIVATIZZAZIONE DEI BENI COMUNI
Con preghiera di diffusione

Qualche giorno fa abbiamo espresso il nostro pensiero in seguito all’annuncio del Presidente Vendola circa l’imminente apertura ai privati dei servizi pubblici locali pugliesi, dai rifiuti, ai trasporti, all’acqua. Ieri il Presidente in una sua indiretta risposta, definisce il Comitato Pugliese Acqua Bene Comune “poco incline al pensiero”, affetto da “isteria ideologica” oltre che portatore di una “disinvolta ignoranza delle leggi”, privo di “rigore culturale e d’intelligenza politica”. Niente male per un governo che dichiara di volersi rivolgere ai movimenti!
Del resto, per tutto l’anno scorso, nel corso dell'iter di approvazione del Disegno di Legge per la ripubblicizzazione dell’Acquedotto, il governatore ha pervicacemente ignorato ogni appello al dialogo giunto dal Movimento, né ha ritenuto di intervenire quando l’Assessore Amati ha risposto con pesanti insinuazioni a critiche mosse dal Comitato e rimaste sempre nel merito di quei punti della Legge sull'AQP poi dimostratisi fallimentari. Forse, i cittadini meritano un po’ di rispetto da chi è chiamato a governare, a loro nome, la cosa pubblica.
Non rientrando nel nostro stile comportamentale l’uso degli insulti (anche se confessiamo una certa preoccupazione quando a farlo sono coloro che rivestono ruoli istituzionali), intendiamo invece cogliere l’occasione per entrare nel merito della questione e aprire, seppure a distanza, quel confronto che chiediamo da più di un anno per affrontare – tecnicamente e politicamente - i “nuovi” nodi della questione.
Nonostante le “poco democratiche” politiche liberiste dettate da "poco democratici" organismi economici sovranazionali dell’Unione Europea, di cui il governo Monti è espressione, è ormai chiaro anche ai privatizzatori, che non c’è alcun obbligo comunitario a privatizzare i servizi pubblici locali.
A nostro avviso anche il quadro giuridico nazionale non è blindato e, anzi, è notevolmente ambiguo e contradditorio, a cominciare dal fatto che il titolo dell’art. 4 del D.Lgs. 138/2011 -  “Adeguamento  della  disciplina  dei  servizi pubblici   locali  al referendum popolare e alla normativa dell’Unione europea”-  è  in contrasto con il suo contenuto, che, in realtà, va in tutt’altra direzione (era accaduto qualcosa di simile già nel settembre 2009 con il Decreto Ronchi che intitolava la norma privatizzatrice come “Adeguamento alla disciplina comunitaria”). Dobbiamo presumere che del nostro stesso avviso siano i giuristi che hanno elaborato il ricorso e la stessa Regione Puglia che lo ha presentato: altrimenti che senso avrebbe avuto ricorrere alla Consulta?  Dunque, da un governo che accoglie la proposta dei giuristi dei quesiti referendari di presentare ricorso, non ci si aspetta certo che, fra le sue priorità, ci sia quella di arrivare preparato all’appuntamento “epocale” con i mercati e, così, arrendersi politicamente (e, ancor prima, culturalmente) al ruolo ritagliato ad hoc per il pubblico dal sistema liberista, ovvero esclusivamente quello di programmazione, regolazione e controllo. Come si può considerare questa prospettiva “un’occasione per il sistema pubblico”?
Del resto, il fatto di predisporsi alla bocciatura dinanzi al giudice Costituzionale e di annunciarlo pubblicamente ancor prima che tale eventualità si sia verificata, ci sembra quantomeno prematuro.
A noi non sfugge affatto che la privatizzazione (dei servizi idrici e non solo), oltre che essere incompatibile con l’idea di “bene comune”, possa solleticare appetiti criminali e mafiosi: difatti riteniamo che vada contrastata con ogni mezzo a disposizione. Per questo, come cittadini, interrogheremo, tutti i livelli istituzionali (compreso quello regionale) e continueremo a mobilitarci, con serenità e determinazione, perché le istituzioni rispettino la volontà popolare, così come si è espressa un anno fa con il voto referendario.

Perché si scrive Acqua e si legge Democrazia.
Comitato pugliese “Acqua Bene Comune” – Forum Italiano dei Movimenti per l’Acqua