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mercoledì 30 novembre 2016

VOTIAMO NO ALLO STRAVOLGIMENTO DELLA COSTITUZIONE!

IL 4 DICEMBRE
VOTIAMO NO
ALLO STRAVOLGIMENTO DELLA COSTITUZIONE
ATTUATA DA RENZI-VERDINI-ALFANO E DAI GRUPPI DI POTERE

I singoli, i gruppi, le associazioni che si riconoscono nel Comitato Pugliese “Acqua Bene Comune”, che ne condividono le istanze per una gestione pubblica e partecipata del bene comune acqua, esprimono il loro chiaro DISSENSO alla cosiddetta riforma costituzionale sottoposta al referendum del 4 dicembre.
Diciamo NO perché un Parlamento dimezzato è più efficiente solo nel rispondere ai gruppi di potere, attivi prontamente, per esempio, nel cancellare più rapidamente gli esiti del referendum del 12 e 13 giugno che si era espresso a favore dell'acqua pubblica senza se e senza s.p.a.
Diciamo NO perché la riduzione del numero dei parlamentari riduce la rappresentanza, la discussione senza che sia prevista un’ulteriore modalità di partecipazione dei cittadini alle scelte.  
Diciamo NO perché la modifica del titolo V, del riparto delle competenze tra Stato e Regioni, è poco chiara e quindi fonte di nuovi conflitti di competenza. Anzi, tale modifica consente alla maggioranza di turno di annullare la partecipazione e le istanze dei territori semplicemente invocando “l'interesse nazionale” e svuotando, così, le Regioni di ogni possibilità di decisioni autonome che dovessero risultare divergenti dal cosiddetto “interesse nazionale” del governo centrale, un interesse che oltretutto coinciderebbe con quello del partito di maggioranza.
Già il Decreto Sblocca Italia, che mirava a tacitare i territori imponendo opere in nome dell’ “interesse economico nazionale”, è stato dichiarato incostituzionale proprio in virtù del mancato coinvolgimento delle Regioni (sentenza n. 7 del 2016). Adesso ci riprovano.
La cosiddetta riforma costituzionale centralizza le decisioni, rafforzando il governo in un contesto politico in cui le scelte della maggioranza vanno in direzione di una concentrazione di potere (e di profitti) nelle mani di pochi, come accade nei casi degli inceneritori cancerogeni (che ammazzano l’ambiente e la salute delle persone), delle linee di alta velocità come la TAV (in un paese dove ai pendolari capita di morire per “binario unico”), delle privatizzazioni  dei beni comunicome quelle prospettate da anni per il servizio idrico integrato (che violano il diritto umano all’acqua potabile), eccetera.
Con “l’alibi” truffaldino della “governabilità” e dell’efficienza, diventerebbe ancora più difficoltoso, per i cittadini e le comunità locali, far sentire la propria voce, essendo sminuita la competenza degli enti più vicini alle comunità dei cittadini.
Sia ben chiaro, comunque, che il nostro NO non vuole conservare lo status quo ma vuole aprire una stagione di ATTUAZIONE della Costituzione che veda riconosciuti e tutelati i BENI COMUNI, attraverso la più ampia partecipazione della cittadinanza in tutte le sedi istituzionali.
Democrazia non è soltanto esprimere un voto ma un percorso, un processo in cui le istanze dei cittadini, singoli o associati, dei territori, piccoli o grandi, trovano adeguato spazio ed effettive risposte. Queste esigenze sono mortificate dalla cosiddetta riforma costituzionale di Renzi-Verdini-Alfano che mira, invece, a comprimere ed eliminare gli spazi della democrazia.
Per questi motivi, convinti che la qualificazione dell’acqua come bene comune implichi anche la più ampia partecipazione e condivisione nella gestione e che tale risultato sia sicuramente ostacolato dalla riforma costituzionale,
il 4 dicembre voteremo NO
alla cosiddetta riforma della Nostra Carta Costituzionale
perché riduce a brandelli i beni comuni ed è contraria al bene comune
E invitiamo tutti i cittadini a fare altrettanto.

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