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sabato 2 aprile 2016

Lettera aperta a Michele Emiliano, Presidente della Regione Puglia. Un forte "Bravo" per il Suo rifiuto del furto della sovranità popolare e dell'acqua diritto umano e bene comune.

Bravo Signor Presidente,

di ritorno da un breve soggiorno all'estero, è stato un vivo piacere leggere il comunicato dell'ufficio stampa della Regione Puglia del 26 marzo scorso nel quale si riportano le Sue dichiarazioni in merito alla legge nazionale sull'acqua e la gestione idrica. Proprio oggi, è cominciato alla Camera dei Deputati  il dibattito sugli emendamenti proposti   dai parlamentari del PD ("Partito Dominante") al progetto di legge nazionale sull'acqua d'iniziativa popolare (più di 400 mila firme raccolte! sottomesso al Parlamento nel lontano 2007 e solo dal 2015 messo in esame dal Parlamento!. Le Sue dichiarazioni sono di grande rilievo perché se gli emendamenti fossero approvati, essi travolgerebbero radicalmente il senso e le finalità della legge d'iniziativa popolare. 

Vorrei esprimerLe il mio plauso e ringraziarLa sinceremente  per aver affermato con forza, chiarezza e semplicità quattro principi chiave per i quali  i movimenti dell'acqua in Italia , Europa ed altrove (il popolo degli "acquaioli!")  si battono da anni con convinzione e ragione. In particolare , le Sue dichiarazioni costituiscono un forte omaggio a tutti i cittadini italiani in lotta per il  rispetto integrale dei risultati dei due referendum abrogativi sull'acqua del 2011 finora inattesi, vuoi ignorati e, da poco, apertamente rigettati dal governo. 

Il primo principio da Lei difeso è quello secondo il quale “l’acqua deve essere considerata un bene comune pubblico". Era tempo di riaffermarlo in un contesto in cui la stragrande maggioranza delle classi dirigenti italiane ed europee hanno apertamente optato in favore dell'"acqua bene economico " soggetto a rivalità ed esclusione, cioé merce, e quindi, sottomesso ad un prezzo di scambio, monetarizzato. L'idea della monetizzazione  della vita predomina: fa bene constatare che un dirigente politico del Suo peso prenda posizione contro la mercificazione  dell'acqua.

Questo è nettamente precisato nel secondo principio da Lei riconosciuto e cioé che " il servizio idrico (è) privo di rilevanza economica". Da anni, i poteri forti italiani hanno tentato con leggi ed altre misure socio-economiche di affermare  che il servizio idrico è di rilevanza economica, considerando  detto servizio un'attività industriale e commerciale e, come, tale vendibile ad un prezzo abbordabile su tutti i mercati. Da qui le loro ripetute iniziative miranti ad includere i servizi idrici nei trattati europei ed internazionali di liberalizzazione di tutti i  servizi ( parzialmente fallite finora grazie alla resistenza dei cittadini).

Grazie, Signor Presidente, per aver riaffermato che  il servizo idrico è un obbligo per lo Stato e la collettività in quanto esso è essenziale per la concretizzazione del diritto umano all'acqua potabile ed ai servizi igienico-sanitari. 

Il terzo  ed il quarto principio costituiscono  un riconoscimento eclatante dell'imperativo di dover mettere fine al furto sistematico della sovranità dei cittadini in corso anche in italia. Ella ha ragione di insistere sul fatto che il servizio idrico deve essere gestito da un ente di diritto pubblico con la più ampia partecipazione della cittadinanza nella gestione e nel controllo e che .“bisogna che la politica riacquisti la sovranità del governo dell’acqua, unico modo per garantire il diritto umano all’acqua potabile sancito dalla Risoluzione dell’ONU del 28 luglio 2010”.

Vorrei sottolineare l'importanza dell'ultima frase con la quale Ella ricorda pertinentemente il legame tra diritto umano all'acqua e sovranità della politica sul governodell'acqua. Lei mette il dito sulla centralità del binomio diritti umani e sovranità effettiva dei cittadini. Oggi, i rappresentanti eletti della politica hanno abbandonato la loro sovranità affidando il governo dellla maggioranza dei beni e servizi comuni pubblici ai soggetti finanziari mondiali ed ai meccanismi del mercato globale (caso emblematico dell'Unione europea) . Né la finanza né il mercato riconoscono alcun diritto, ad eccezione  del diritto di proprietà privata e della libertà di azione del capitale. I  diritti umani e sociali sono da essi considerati un brutto costo, una zavorra da scaricare il più rapidamente possibile.

Come vede, Signor Presidente, penso che i cittadini  italiani debbobo esserLe grati. Memore, inoltre, dei contatti di fiducia e di rispetto intrattenuti con Lei  allorché ebbi l'onore di essere presidente dell'Acquedotto Pugliese(2015-2016) e Lei era sindaco di Bari, mi consenta di dirLe che sono fiducioso che nei prossimi mesi Ella cercherà di mettere in pratica in Puglia i principi sopra proclamati ispirando nella loro direzione i lavori del tavolo tecnico di cui ha assicurato l'istituzione. 

Spero di poter seguire a distanza i lavori del tavolo tecnico. Nel frattempo, Le rinnovo i miei complimenti,  con immutata stima e fiducia.

Riccardo Petrella
Ex-presidente dell'Acquedottto Pugliese, Presidente dell'IERPE (Institut Européen de Recherche sur la Politique de l'Eau) (B) 

President IERPE www.ierpe.eu - www.rampedre.net
Gruppo Promotore Banning Poverty 2018 www.banningpoverty.org