mercoledì 5 aprile 2017

Convegno #SALVALACQUA DA PROFITTO E PETROLIO: i risultati!

Grande partecipazione al convegno #SALVALACQUA DAL PROFITTO E DAL PETROLIO del 23 marzo, sia sul versante pugliese che su quello lucano.
Puglia e Basilicata condividono la stessa acqua che va salvaguardata sia dal punto di vista qualitativo sia da quello gestionale e politico.

Illuminanti le relazioni di Giuseppe Di Bello e di Riccardo Petrella
Significative le testimonianze dei Comitati Lucani (con Francesco Masi) e Campani (Consiglia Salvo) sullo stato del diritto all'acqua e della qualità della risorsa idrica in Basilicata e Campania.
Ospiti della comunità dei Comboniani di Bari che, con padre Ottavio Raimondo, hanno voluto contribuire alla discussione invitando a una grande attivazione sui vari territori.

ABBIAMO TOCCATO UN NERVO SCOPERTO: per la prima volta si è sancita una fusione tra due problematiche che pure rappresentano di fatto due facce della stessa medaglia:

- ACQUEDOTTO PUBBLICO E PARTECIPATO. Significa che la forma giuridica del gestore del Servizio Idrico Integrato non è neutrale e che oggi non può che essere quella dell'Azienda speciale senza scopo di lucro e con il solo l'obbligo del pareggio di bilancio; la stessa deve prevedere dei meccanismi di partecipazione e controllo.
- DIRITTO ALL'ACQUA (DI BUONA QUALITA'). UN BICCHIERE D'ACQUA VALE PIU' DI MILLE BARILI DI PETROLIO. La risorsa idrica va tutelata dal punto di vista quali/quantitativo e va messa al riparo dai rischi delle trivellazioni petrolifere. E' necessario affermare la priorità dell'acqua sul petrolio, della vita di milioni di persone sui profitti di chicchessia.
Attorno all'invaso del Persusillo è in atto da oltre 20 anni una intensa attività estrattiva e nella zona è presente il Centro Oli di Viggiano (che tratta il greggio prima di inviarlo alla raffineria di Taranto) nonché diversi pozzi esausti nei quali si reiniettano le c.d. acque di lavorazione del petrolio. Lo scorso 23 gennaio, inoltre, a causa di uno sversamento di greggio nel COVA, la rete fognaria (e relativi depuratori) ha fatto registrare importanti presenze di petrolio nei tombini sia dentro che fuori del Centro Oli.
Si tratta, evidentemente, di una bomba a orologeria da disinnescare quanto prima, sperando che non sia troppo tardi.

Con questo Convegno si è fatto un grande salto di qualità sia nell'analisi politica che nella proposta
Alla proposta di istituzione di un tavolo tecnico paritario con la Regione Puglia (di prossima convocazione) sono emerse alcune proposte relative a quanto accade in questi giorni in Val d'Agri, fatti che potrebbero avere serie ripercussioni sullo stato di salute dell'Invaso del Pertusillo:
Risulta in questo momento prioritario:
- procedere al trasferimento di tutti quei dirigenti pubblici rinviati a giudizio per reati contro l'ambiente;
- procedere con URGENZA alla Messa in Sicurezza di Emergenza
- istituire una consulta interregionale della trasparenza
- proporre, nei Consigli comunali l'approvazione di Mozioni al fine di 
1. Promuovere il monitoraggio e le analisi delle acque distribuite; 
2. Chiedere alla Regione Puglia di trasformare AQP SpA in AQP ente di diritto pubblico; 
3. attuare l'art. 46 dello statuto regionale pugliese nella parte in cui si istituisce e la Conferenza Economica Permanente.

Comitato pugliese “Acqua Bene Comune” – Rete appulo-lucana Salvalacqua

venerdì 17 marzo 2017

SALVA L’ACQUA DAL PROFITTO E DAL PETROLIO!

Verso un Acquedotto pubblico e partecipato

Giovedì 23 marzo, alle ore 18.00,
Presso la Casa dei Missionari Comboniani a BARI
(Via G. Petroni, 101)
il Comitato pugliese “Acqua Bene Comune” e la Rete Appulo-Lucana “SALVALACQUA”,
insieme alle associazioni aderenti alla Campagna “Acqua e Democrazia” (di seguito elencate)

invitano la cittadinanza a partecipare

Interveranno:
       Il Prof. Riccardo Petrella, Presidente Institut Européen de Recherche sur la Politique de l'Eau, IERPE
       Il Tenente Giuseppe Di Bello, Polizia provinciale di Potenza
       P. Ottavio, Missionario Comboniano
       Il Coordinamento Campano per l’Acqua Pubblica
       Il Comitato Lucano Acqua Pubblica



Se possibile, confermare la partecipazione al seguente indirizzo: segreteriareferendumacqua@gmail.com 

mercoledì 22 febbraio 2017

l Consiglio della Regione Puglia istituisce il tavolo tecnico paritetico per la gestione pubblica di AQP

Il Comitato Pugliese “Acqua Bene Comune” insieme ad altre persone di associazioni/organizzazioni/gruppi aderenti alla campagna “Acqua e Democrazia” ieri, martedì 21 febbraio, ha presidiato, con una delegazione, il Consiglio regionale in cui – finalmente, dopo sei mesi di silenzio – è stato messo all’ordine del giorno l’istituzione del tavolo tecnico paritario per la ripubblicizzazione dell’Acquedotto pugliese il cui impegno era stato approvato già all’unanimità dal Consiglio regionale lo scorso 3 agosto.
Il Movimento 5 Stelle ha presentato una mozione volta a istituire un tavolo tecnico paritetico con esperti indicati dal Comitato pugliese “Acqua Bene Comune” e coordinato dal prof. Alberto Lucarelli – noto costituzionalista, estensore dei referendum del 2011, nonché unico in Italia ad aver operato la ripubblicizzazione di una società per azioni in azienda speciale nella sua qualità di Assessore ai Beni Comuni della città di Napoli - al fine di individuare soluzioni tecnico-giuridiche per approdare alla ripubblicizzazione di AQP SpA.
Purtroppo, la maggioranza ha espresso diverse posizioni.
In particolare, il Consigliere Enzo Colonna ha depositato una mozione per l'avvio di un percorso partecipato al fine di «continuare ad assicurare la gestione pubblica del servizio idrico integrato». Nella presentazione della mozione il Consigliere ha espresso posizioni che il Comitato Pugliese non condivide e aspramente contesta. Il Consigliere Colonna, infatti, ha posto il problema della forma giuridica come una questione non dirimente, non essenziale, “vecchia” e non centrale nell'attuale momento storico e per il futuro di AQP SpA. La cosa suona pretestuosa da un punto di vista politico – poiché lo stesso Consigliere nel 2011 sosteneva esattamente il contrario – e piuttosto “strana” da un punto di vista giuridico, insegnando il Consigliere Colonna diritto all’Università dovrebbe ben sapere (come siamo sicuri sappia) che le forme giuridiche non sono “neutre” ma che producono effetti diversi sul piano socio-economico e politico più in generale. Una società per azioni, avendo come obiettivo il conseguimento dell’utile, opererà scelte a questo finalizzate (distacchi, aumento delle tariffe, tagli del personale e delle unità operative, ecc.). Al contrario, l’azienda speciale, avendo come obiettivo contabile il pareggio di bilancio, agirà secondo criteri diversi a servizio dell’interesse pubblico. Del resto, la qualificazione del bene comune acqua – riconosciuta e posta a fondamento del suo intervento dal Consigliere – dovrebbe, invece, indurre a valorizzare l'esigenza di gestione democratica di tale bene. La democraticità della gestione può (e deve) trovare maggiore spazio in una forma pubblica (quale l'azienda speciale, sul modello di ABC Napoli ed Eau de Paris). Segnaliamo, quindi, con dispiacere la posizione del Consigliere Colonna e auspichiamo che le sue competenze tecniche siano poste al servizio della tutela dell'acqua bene comune e della necessaria ripubblicizzazione di AQP SpA anche ora che è in maggioranza, analogamente a quanto fece nel 2011 quando era forza di opposizione.
Il Consigliere Fabiano Amati ha, invece, presentato una mozione volta a impegnare la giunta a richiedere la cancellazione del termine di scadenza della concessione ad AQP SpA. Il Consigliere ha ricostruito – in maniera parziale, a dire il vero – il percorso di “risanamento” di AQP SpA, il tentativo di ripubblicizzazione operato dalla prima giunta Vendola con un tavolo paritetico e la bocciatura da parte della Consulta di alcuni articoli della legge proposta dal tavolo tecnico partitario con il Comitato pugliese e approvata dalla Regione con alcuni emendamenti presentati dallo stesso Amati, allora Assessore. Ricordiamo al Consigliere Amati che quell'esperienza, unica nel suo genere in Italia, si concluse con una rottura improvvisa da parte della Regione del confronto con i rappresentanti ed esperti del Comitato Pugliese “Acqua Bene Comune”/Forum Italiano dei Movimenti per l’Acqua e che – nonostante le numerose sollecitazioni di quest’ultimo – da allora nessun altro incontro con i rappresentanti istituzionali fu “concesso”.
Alla conclusione del dibattito, si è giunti a una proposta di mozione a firma congiunta, Movimento 5 Stelle, Noi a Sinistra per la Puglia e PD, votata ed approvata dal Consiglio, che contiene un piccolo passo avanti nel senso di quanto richiesto dal Comitato Pugliese “Acqua Bene Comune”. Il Consiglio Regionale impegna, infatti, la giunta – e, in caso d’inadempienza, l'ufficio di Presidenza – all'istituzione, entro 15 giorni, di un tavolo tecnico paritario tra rappresentanti dei gruppi consiliari e esponenti del Comitato Pugliese “Acqua Bene Comune”, aperto altresì ad altri enti e associazioni al fine di assicurare la gestione pubblica del servizio idrico integrato in Puglia in conformità con la volontà popolare espressa dal referendum del 2011, nonché a richiedere, in conferenza Stato-Regioni, la modifica della scadenza della concessione ad AQP SpA
Il Comitato vigilerà perché questo (limitato) impegno trovi, finalmente, attuazione e perché il tavolo tecnico sia diretto all’individuazione della migliore soluzione tecnica per raggiungere l'obiettivo politico della ripubblicizzazione dell'Acquedotto Pugliese SpA affinché questo diventi un ente pubblico e partecipato volto alla tutela quali-quantitativa delle acque e al rispetto del diritto umano all'accesso all'acqua potabile e ai servizi igienico-sanitari, che possa scongiurare il distacco delle forniture senza la garanzia del diritto umano (come da due mesi accade a numerose utenze di Lecce e provincia), così come la continuità, ampiezza dei parametri e trasparenza dei controlli sulla qualità delle acque distribuite (rispetto alle quali tanti dubbi sorgono con riferimento all’invaso del Pertusillo e alla presenza di idrocarburi segnalata nuovamente e con dati allarmanti in questi giorni).
Quanto alla richiesta di modifica della scadenza della concessione auspichiamo che essa sia solo un tassello del percorso verso la ripubblicizzazione e non un diversivo per proseguire con disegni alieni al rispetto della natura di bene comune dell'acqua, quali il progetto di una multiutility o di un mostrum quale l'Acquedotto del Sud sul modello di soggetti quali Veolia e Suez, di cui si è appreso negli scorsi mesi attraverso la stampa.

lunedì 20 febbraio 2017

NON C'E' ACQUA DA PERDERE!!! AAA CERCANSI CONSIGLIERI PUGLIESI COERENTI...

... PER VOTARE ODG PER RIPUBBLICIZZARE AQP. 
ASTENERSI PERDITEMPO
         
IL PROSSIMO CONSIGLIO REGIONALE DIA IL VIA AL PERCORSO DI RIPUBBLICIZZAZIONE DI ACQUEDOTTO PUGLIESE:SUBITO L’ISTITUZIONE DI UN TAVOLO TECNICO PARITETICO.

In questo momento la battaglia per la ripubblicizzazione di AQP e per una gestione partecipata dello stesso è a un punto nodale.
Il 2018 è alle porte. Arrivare alla scadenza della concessione con l'inerzia e i finti proclami, cui i governi pugliesi ci hanno finora abituato, significa decretare - di fatto - la cessione ai privati dell'acquedotto più grande d'Europa. Uno scenario da evitare con ogni mezzo. E, finora, il governo Emiliano si dimostra come il governo Vendola: tante promesse e nessuna concretizzazione!
Lo scorso 7 febbraio si è persa una prima occasione per avviare il tavolo tecnico paritetico che ha per obiettivo la ripubblicizzazione di Aqp spa. Tempo prezioso che non possiamo più permetterci di perdere. La volontà emersa dal Referendum del 2011 necessita di atti concreti.
È per questo che abbiamo appreso con sconcerto il proposito del consigliere regionale Colonna Enzo di presentare un’ulteriore mozione in aggiunta all'Ordine del giorno esistente. Tanto più che lo stesso ODG dava seguito a una mozione già votata all'unanimità lo scorso 3 agosto, dall'intero consiglio regionale, compreso il gruppo di cui il consigliere Colonna è parte (oltre che capogruppo).
Non riusciamo a comprendere le ragioni di questo "cambio di rotta" e della necessità di questa “nuova” mozione, ora che gli impegni contenuti nella mozione “originaria” possono tradursi in fatti.
L'unico Ordine del giorno che il Comitato Pugliese “Acqua Bene Comune” riconosce come coerente con la volontà popolare emersa dal referendum del 2011 e con la volontà politica dello scorso agosto è quello che prevede l'istituzione del tavolo tecnico paritetico al fine di individuare la soluzione tecnica idonea alla ripubblicizzazione dell'Acquedotto Pugliese S.p.A. Qualsiasi altro ODG o mozione è, per noi, incomprensibile, pretestuoso e finalizzato a perdere tempo.
Il Comitato pugliese “Acqua Bene Comune”, come tutte le realtà aderenti alla campagna “Acqua e Democrazia” (di seguito firmatarie), è aperto e dialogante con chiunque voglia mettersi a diposizione concretamente per la causa per cui è nato (conseguimento e tutela del diritto all'acqua potabile di buona qualità e ripubblicizzazione della gestione del servizio idrico integrato).
L'impegno manifestato negli anni precedenti dal consigliere Colonna sul tema dell'acqua bene comune - quando era consigliere di opposizione al Comune di Altamura - non attribuisce alcun credito nei confronti del Comitato che, si rammenta, non ha mai mancato di stigmatizzare comportamenti incoerenti rispetto ai fini da esso perseguiti, da chiunque questi siano pervenuti.
Augurando buon lavoro a tutti i consiglieri regionali, si invitano, quindi, tutte le forze politiche a manifestare - con i fatti - la volontà di tutelare e difendere il diritto all'acqua e di gestire il servizio idrico integrato in modo pubblico e partecipato, attraverso l’istituzione del tavolo tecnico paritario per la ripubblicizzazione di AQP SpA.
Aderenti alla campagna “Acqua e Democrazia”

Comitato pugliese “Acqua Bene Comune”
AIAB, Associazione Italiana per l’Agricoltura Biologica
ABAP Puglia (Associazione Biologi Ambientalisti Pugliesi)
Associazione “Laici comboniani” -  Lecce
Associazione “Sviluppo Sostenibile”
Attivisti a 5 stelle Martina Franca (TA)
Azione Civile -Ingroia
Banca Etica – Gruppo Iniziativa Territoriale (Bari)
Beni Comuni - Lecce
Beni Comuni - Taranto
Cobas – Confederazione dei Comitati di base
Collettivo EXIT di Barletta
Collettivo “Terra Rossa” di Lecce
Comitato “Acqua Bene Comune” - Lecce
Comitato Acqua - Palo del Colle (BA)
Comitato Acqua - Bari
Comitato “Beni Comuni” – Putignano (BA)
Comitato di Terra di Bari per il NO alla Riforma Costituzionale
Comitato NO TRIV Terra di Bari
Comitato per il rispetto della Costituzione – Putignano (BA)
Comitato “2sì acqua bene comune” – Terlizzi (BA)
Consulta Ambiente - Santeramo (BA)
ConvochiamociperBari
Coordinamento Campano per la Gestione Pubblica dell'Acqua
Coordinamento regionale “Acqua Pubblica Basilicata”
EUGEMA Onlus – Giovinazzo (BA)
Forum Ambiente e Salute – Lecce
Gravina 5 Stelle - Gravina in Puglia (BA)
Lecce Bene Comune
Masseria dei Monelli - Conversano (BA)
Missionari Comboniani - Bari
Missionari Comboniani – Lecce
Movimento Beni Comuni – Mesagne (BR)
Movimento “ilGrillaio” – Altamura (BA)
M5S Puglia
Popoli e Culture -
PRC - Bari
RifiutiZero Bari
USB - Bari
Prof. Riccardo Petrella, Institut Européen de Recherche sur la Politique de l'Eau, IERPE

mercoledì 8 febbraio 2017

La partecipazione è “un teatrino”?Allora di cosa ha paura il Consigliere Amati?

Il Consigliere Fabiano Amati ha un concetto di partecipazione piuttosto “elastico”, secondo la stagione politica e gli interessi da difendere. Dunque, ieri, durante il Governo Vendola - quando si accompagnava ai Movimenti e ai cittadini nelle conferenze e negli incontri in mezza Puglia come Assessore della giunta in primo piano per la ripubblicizzazione di AQP SpA 
(salvo poi bloccare il processo con emendamenti fuorvianti introdotti all’ultimo momento, votati dal governo e, poi, bocciati dalla Corte costituzionale; si veda l'archivio di questo blog) - la partecipazione non era “eccessiva” e finalizzata “al teatrino della politica” ma reputata adeguata a portare acqua al mulino di quella che poi si è rivelata la più indegna mistificazione sul tema: “la ripubblicizzazione dell’acquedotto pugliese”. Oggi, invece, poiché la partecipazione non è più in linea con la “narrazione” dominante del “palazzo” e contrasta gli interessi e gli obiettivi di alcune persone al governo della Regione, diventa “eccessiva” e finalizzata “al teatrino della politica”. Che dire? Un uomo per ogni stagione! Un concetto per ogni occasione!

Ma – poiché l’informazione veritiera e corretta è alla base di ogni scelta consapevole - andiamo alla sostanza, chiarendo punto per punto le inesattezze e le dichiarazioni rese dal Consigliere Fabiano Amati nel suo comunicato.

  1. Le leggi vigenti consentono la trasformazione dell’Acquedotto pugliese da Società per Azioni (società commerciale a scopo di lucro) in Azienda Speciale (ente di diritto pubblico non a scopo di lucro) come il caso di Napoli testimonia (dove ARIN SpA è stata trasformata nell’Azienda Speciale “Acqua Bene Comune”).
  2. La richiesta del tavolo tecnico congiunto da parte del Comitato pugliese “Acqua Bene Comune” e di tutte le associazioni/gruppi/comitati/organizzazioni/ecc. qui di seguito indicate, e proposta ieri, 7 febbraio, dal M5S alla Conferenza dei Capi gruppo, non è dovuta alla “foga […] di costruire falegnamerie” ma alla necessità di dare seguito a una delibera votata all’unanimità dal Consiglio regionale lo scorso 3 agosto e, dunque, - traducendo (anche per il Consigliere Amati) – alla necessità di rispettare le istituzioni e i cittadini!
  3. Chi ha un ruolo politico non può votare una cosa e dopo sei mesi non dare seguito e pensare che cada nel “dimenticatoio” perché questo significherebbe aver messo in atto un’azione deliberata per tenere momentaneamente “buoni” i cittadini (tanto prima o poi si sarebbero stancati di rivendicare) e nel frattempo “guadagnare” tempo per progetti altri. Ma, neanche noi – Consigliere Amati – in prima battuta crediamo nella malafede!
  4. L’eventuale proroga della concessione non preclude –sul piano né giuridico, né legislativo, né politico né, tantomeno, logico - la costituzione del Tavolo Tecnico congiunto per verificare la possibilità di ripubblicizzazione dell’Acquedotto pugliese. Del resto la costituzione del tavolo non rappresenta un ostacolo all’eventuale proroga di cui sopra. E allora, perché non dare seguito a una delibera adottata all’unanimità dal Consiglio Regionale e, dunque, anche da coloro che oggi si oppongono alla sua realizzazione?

Di cosa ha paura il Consigliere Fabiano Amati?
Che cosa temono coloro i quali oggi si oppongono alla costituzione del tavolo tecnico per la ripubblicizzazione (pur avendo votato ieri la delibera a suo favore)?
Chi c’è dietro l’accanimento di un Governo che non vuole dare corso a quanto il Consiglio regionale ha deliberato all’unanimità?

Queste sono le domande di fondo che noi cittadini dobbiamo porci, magari con l’aiuto di qualche giornalista incuriosito …. La partita non è “solo” il diritto umano all’acqua, la partita non è “solo” la modalità di gestione di un acquedotto costruito con soldi pubblici e con il sudore dei nostri nonni e delle nostre nonne, la partita è molto più grande ed è la democrazia.
Chi governa lo deve fare secondo le regole e non ignorando il volere dei cittadini, altrimenti abusa del suo potere! Chi governa deve onorare le istituzioni e non usarle a suo piacimento!

In nome della Democrazia e della sovranità popolare sancita dalla Costituzione (art. 1 comma 2) pretendiamo:

-          l’istituzione del Tavolo Tecnico Congiunto per la ripubblicizzazione dell’Acquedotto pugliese così come votato dal Consiglio Regionale all’unanimità lo scorso 3 agosto 2016;
-          il rispetto delle regole, delle leggi e delle istituzioni.



Aderenti alla campagna “Acqua e democrazia”
Comitato pugliese “Acqua Bene Comune”
AIAB, Associazione Italiana per l’Agricoltura Biologica
ABAP Puglia (Associazione Biologi Ambientalisti Pugliesi)
Associazione “Laici comboniani” -  Lecce
Associazione “Sviluppo Sostenibile”
Attivisti a 5 stelle Martina Franca (TA)
Azione Civile -Ingroia
Banca Etica – Gruppo Iniziativa Territoriale (Bari)
Beni Comuni - Taranto
Cobas – Confederazione dei Comitati di base
Collettivo EXIT di Barletta
Collettivo “Terra Rossa” di Lecce
Comitato Acqua - Palo del Colle (BA)
Comitato Acqua - Bari
Comitato di Terra di Bari per il NO alla Riforma Costituzionale
Comitato NO TRIV Terra di Bari
Consulta Ambiente - Santeramo (BA)
ConvochiamociperBari
Coordinamento Campano per la Gestione Pubblica dell'Acqua
Forum Ambiente e Salute – Lecce
Lecce Bene Comune
Masseria dei Monelli - Conversano (BA)
Missionari Comboniani Bari
Movimento Beni Comuni – Mesagne (BR)
Movimento “ilGrillaio” – Altamura (BA)
M5S Puglia
Popoli e Culture -
PRC - Bari
RifiutiZero Bari 
Prof. Riccardo Petrella, Institut Européen de Recherche sur la Politique de l'Eau, IERPE

lunedì 6 febbraio 2017

L'ACQUEDOTTO PUGLIESE E' IN PERICOLO!!!Organizza un'assemblea!

Appello alla mobilitazione
per la ripubblicizzazione dell’Acquedotto Pugliese
per l'affermazione del diritto umano all’acqua potabile
per tutelare la qualità dell'acqua dai rischi delle trivelle petrolifere


Organizza un'assemblea in Comune, in parrocchia, a scuola...
Informarsi è il primo passo per agire: Occorre una grande mobilitazione
per SALVARE l'Acquedotto Pugliese dalla privatizzazione


IL FUTURO DELL'ACQUEDOTTO PUGLIESE E' ANCORA UNA VOLTA NELLE NOSTRE MANI. In passato, la mobilitazione diffusa e determinata dei cittadini organizzati ha impedito il peggio e fermato pericolose derive!
E' successo quando la Regione Puglia voleva istituire la figura del magistrato dell’acqua (che avrebbe ridotto trasparenza e controllo), quando la Regione si era candidata a ospitare il Forum Mondiale dell'ACQUA promosso dalle multinazionali che diffondono la visione dell’acqua come bene economico (!); quando si impedì di votare la mozione Maniglio che avrebbe aperto l'AQP ai capitali privati...
Oggi, come allora, il nostro Acquedotto, costruito con i sacrifici dei nostri nonni e bisnonni, è utilizzato come merce di scambio elettorale. Emiliano, come Vendola, continua a scherzare con l'acqua. Quello (Vendola) con le filastrocche (senza peraltro dar seguito a una ripubblicizzazione che era possibile e necessaria già 10 anni fa!), questo (Emiliano) che dice tutto e il contrario di tutto pur di costruire un'immagine di sé che sia piacevole e mediaticamente accettata, ma senza scontentare nella sostanza i poteri forti.
Oggi, come ieri, saremo vigili e terremo informati i cittadini su quanto accade in Regione ma, soprattutto, saremo pronti alla mobilitazione.
C'è bisogno del contributo di tutti noi, anche se piccolo, perché la riattivazione di ognuno di noi può fare la differenza.

Oggi il nostro acquedotto è più che mai in pericolo. Con il 2018 arriverà la scadenza della la gestione di Aqp Spa, e vi sarà una gara d'appalto, che ne potrebbe sancire la definitiva privatizzazione. A tutto questo si aggiunga la miopia di chi, oggi come ieri, non si preoccupa della salvaguardia delle risorse (vedi Invaso del Pertusillo sul cui pende la spada di Damocle di 27 pozzi petroliferi).

Abbiamo poco tempo per scongiurare scenari bui. Da mesi chiediamo alla Regione Puglia di istituire il tavolo tecnico paritetico (con i comitati) per la ripubblicizzazione di AQP SpA (così come approvato all’unanimità dal Consiglio Regionale lo scorso 3 agosto). Fino a oggi, però, tale rivendicazione è rimasta inascoltata. Nel frattempo il Presidente Emiliano rilascia dichiarazioni non veritiere – come “l’AQP è un’azienda pubblica” (è invece è una società per azioni a capitale pubblico!) – e che ci lasciano perplessi: “L'AQP SpA non si può ripubblicizzare perché è troppo grosso” (sic!). Tutto questo mentre i cittadini che non possono pagare si vedono staccare la fornitura idrica (come in queste settimane accade a Lecce e provincia) e le bollette continuano ad aumentare (di circa il 20% negli ultimi 4 anni, percentuale che si va ad aggiungere all’ulteriore 20% registrato nei quattro anni precedenti).

Non vogliamo un acquedotto pugliese che sia una holding né una multiutility aperta anche al mercato dei rifiuti e dell’energia, e nemmeno una società per azioni che calpesti il diritto vitale ed umano all’acqua potabile.
Vogliamo, invece, un acquedotto che sia realmente pubblico e partecipato.
Vogliamo che la Regione Puglia segua con maggiore interesse lo stato di salute degli acquiferi ed rischi derivanti dalle estrazioni petrolifere attorno all'invaso del Pertusillo.

Per questo, vi invitiamo ad aderire alla campagna ACQUAeDEMOCRAZIA (telematicamemte, ma soprattutto fisicamente) inviando una mail a:
segreteriareferendumacqua@gmail.com a sostegno del percorso di ripubblicizzazione dell’acquedotto pugliese e di affermazione del diritto all’acqua potabile, indicando NOME, ASSOCIAZIONE/ORGANIZZAZ./COMITATO/GRUPPO di appartenenza, TERRITORIO DI APPARTENENZA

COSA PUOI FARE:
  1. Organizzare un incontro pubblico per INFORMARE;
  2. Promuovere un Consiglio comunale monotematico per INFORMARE anche le istituzioni;
  3. PARTECIPARE ALLE ASSEMBLEE, ai SIT-IN, alle manifestazioni del Comitato Pugliese AcquaBeneComune

Perché si scrive acqua e si legge democrazia.

mercoledì 1 febbraio 2017

Aqp non si può ripubblicizzare perché è troppo grosso. L'ultima del Presidente Emiliano.

Ma la LEGGE NON VA A PESO!

Ieri, 31 gennaio, una delegazione del Comitato Pugliese “Acqua Bene Comune” e di “Acqua e Democrazia” si è recata a un’iniziativa sul tema "famiglia e legalità", con ospite Don Ciotti, organizzata al Redentore di Bari dai Salesiani. È stato chiesto molto educatamente agli organizzatori di poter porre a fine incontro una semplice domanda al Presidente Emiliano, presente tra i relatori, rispetto ai tempi previsti per la costituzione del tavolo tecnico per la ripubblicizzazione di Aqp votato all'unanimità dal Consiglio Regionale il 3 agosto scorso.

Nonostante lo stesso Don Ciotti nel proprio intervento, abbia parlato anche del diritto all'acqua pubblica, non ci è stato possibile porre la domanda pubblicamente.

Ed è un peccato, dato che non crediamo si possa parlare di legalità, se non si include nel pacchetto anche il rispetto dei diritti basilari, come quello all'acqua, specie in una Regione in cui si contano in media 5000 distacchi per morosità all'anno.

Ad ogni modo, abbiamo raggiunto il Presidente Emiliano a sala ormai semi-vuota, per chiedergli personalmente del tavolo tecnico.

Le risposte, surreali, sono state, in ordine sparso:

"E pure se facciamo il tavolo tecnico, che ci dobbiamo dire?"

"Aqp non si può ripubblicizzare perché è troppo grosso"

Non sappiamo la raffinata analisi secondo cui le cose "troppo grosse" non possano essere pubbliche su quale manuale di diritto sia reperibile, ma ricordiamo che 7 anni fa venne depositata una proposta di legge che, al netto di alcuni successivi emendamenti voluti dal PD e puntualmente bocciati dalla Corte Cosituzione, potrebbe ripubblicizzare Aqp SpA, l'acquedotto più grande d'Europa.

E per questo continueremo a batterci. Acqua è democrazia. 

Comitato pugliese “Acqua Bene Comune”

mercoledì 25 gennaio 2017

29/01/17 ASSEMBLEA PUBBLICA: nel 2018 AQP potrebbe andare ai privati

Il futuro del nostro acquedotto è più che mai buio: nel 2018, allo stato dei fatti, scadrà la gestione di Aqp Spa, e vi sarà una gara d'appalto, che ne sancirà la definitiva privatizzazione.
Abbiamo poco tempo per scongiurare questa tragedia. Da mesi chiediamo alla Regione Puglia di dare seguito al voto unanime del Consiglio Regionale (3 agosto 2016), ed avviare un tavolo tecnico per la ripubblicizzazione di Aqp, aperto a movimenti e cittadinanza. Fino ad oggi però tale rivendicazione è rimasta inascoltata. Nel frattempo il presidente Emiliano ha rilasciato dichiarazioni preoccupanti che lasciano intendere una volontà politica certamente non collimante con le nostre richieste, e soprattutto, col il voto dei Pugliesi al referendum del 2011.

Non vogliamo un acquedotto pugliese che sia una holding, una multiutility, e nemmeno una società per azioni. Vogliamo invece, un acquedotto pubblico e partecipato.

Per questo, convochiamo un'assemblea aperta a quanti condividono questa prospettiva: condividiamo idee e proposte!

Ci vediamo domenica 29 gennaio alle 16.30, presso lo spazio di mutuo soccorso Bread & Roses, a Bari in via Amendola 189/A.

venerdì 20 gennaio 2017

AQP: basta mistificazioni!

Siamo indignati. Tavolo tecnico subito


Siamo rimasti profondamente indignati dalle recenti parole del Presidente Emiliano all'ultimo Consiglio Regionale, riportate dalla stampa “Aqp va ai Comuni così non diranno che voglio svendere ai privati”.
In primis perché il Presidente Emiliano cerca – seppur fra le righe - di attribuire al Comitato Pugliese “Acqua Bene Comune” le origini di una SUA scelta che, invece, va nel senso opposto rispetto alle richieste del Comitato e della maggioranza dei Pugliesi che, nel referendum 2011, si sono espressi per abrogare l’obbligo di gestione attraverso società di diritto privato, a scopo di lucro, qual è, per l’appunto, AQP SpA.
In secondo luogo perché cedere le azioni di Aqp ai Comuni, non solo non cambierebbe nulla dal punto di vista della forma giuridica, che rimarrebbe privatistica ma, anzi, faciliterebbe una potenziale accelerazione di un processo di privatizzazione definitiva, dal momento che sarebbe più facile la compravendita di azioni di Aqp dai Comuni-azionisti, che magari, strozzati dal Patto di Stabilità e impossibilitati a fornire i servizi più basilari ai propri cittadini, sarebbero costretti a venderle per un po' di “ossigeno” sul piano economico. E in questo senso, ogni patto parasociale inteso a vietare la compravendita di azioni a privati sarebbe nullo (fatto confermato da illustri giuristi come il prof. Alberto Lucarelli).
Inoltre, c'è un altro aspetto piuttosto deludente: la sensazione è che cedere oggi le azioni di Aqp ai Comuni, sia un buon modo da parte del Presidente Emiliano e dell’amministrazione regionale per lavarsi le mani rispetto alla scadenza dell'attuale gestione di Aqp nel 2018, passando la patata bollente ad altri (i Comuni).
L’AQP SpA non è una “azienda pubblica” come continua a dichiarare il Presidente ai giornalisti. Come sa bene ogni studente di diritto oltre che ogni cittadino che abbia aperto il codice civile, AQP è una società per azioni che, in quanto tale (e a prescindere dal fatto che sia a capitale pubblico), ha come scopo il conseguimento dell’utile senza alcun meccanismo di partecipazione alla gestione da parte della cittadinanza.
Pertanto, tali dichiarazioni potrebbero indurre a pensare che in Regione Puglia si abbiano le idee confuse o che, piuttosto, si voglia confonderle agli altri! “Confusione” che, probabilmente non per caso, agevola le manovre di “investitori” privati per impossessarsi del nostro Acquedotto e così rubarci la nostraacquaL’AQP deve invece restare nostro, gestito da noibene comune al servizio di tutti gli abitanti della Puglia.
Pertanto,
-          torniamo a chiedere con determinazione l’istituzione del tavolo tecnico per la ripubblicizzazione di Aqp (così come approvato all'unanimità dal Consiglio Regionale del 3 agosto scorso) entro il mese di gennaio (così come assicurato nel Consiglio regionale di dicembre)
-          torniamo a convocare tutti i cittadini per un’ASSEMBLEA aperta domenica 29 gennaio alle ore 16.30 presso “Bread and Roses” (Via Amendola, 189/A).
Un governo per dirsi democratico non può ignorare le istanze dei cittadini che esigono il rispetto del loro diritto all’accesso all’acqua, bene comune, né, tanto meno, gli impegni presi
Oggi, più che mai, Si scrive ACQUA e si legge e DEMOCRAZIA
Comitato pugliese “Acqua Bene Comune”

martedì 10 gennaio 2017

Tante parole e pochi fatti! AQP: Emiliano come Vendola

Acquedotto pugliese: Emiliano come Vendola
Tante parole e pochi fatti

«Nel nostro programma di Governo la privatizzazione dell’Acquedotto pugliese è esclusa, non è possibile, non ci sarà mai, almeno fino a quando io sarò Presidente della Regione» ha dichiarato qualche giorno fa il Presidente Emiliano in Consiglio regionale. La stessa affermazione che fece Vendola a più riprese durante le passate legislazioni!
E se è vero che le azioni di AQP SpA non sono state vendute a privati è anche vero che il governo Vendola non ha fatto l’unica cosa che avrebbe dovuto fare per mettere al riparo l’Acquedotto da una possibilità del genere, ovvero ripubblicizzarlo, cioè trasformarlo in Azienda speciale di Diritto Pubblico, sull'esempio dell’Azienda speciale “Acqua Bene Comune” di Napoli.

A tale proposito, ricordiamo al Presidente che in data 3 agosto 2016, il Consiglio Regionale Pugliese ha votato una mozione presentata dal M5S che ha fatto propria la nostra richiesta di istituzione di un tavolo tecnico paritario fra Regione e Comitato pugliese “Acqua Bene Comune” per la ripubblicizzazione di Aqp SpA (ultimamente, il Presidente Emiliano sembra si sia impegnato a convocare il tavolo per il mese di gennaio).
Ma intanto il Presidente Emiliano cosa fa? Va nella direzione opposta con la proposta di trasformazione dell’Acquedotto in una multiutility, per arrivare a trasformare Aqp SpA in una vera e propria holding che diverrebbe l’unico gestore del Sud, inglobando tutti gli altri acquedotti!  
«Stiamo andando ad una gestione puramente manageriale, che probabilmente ci porterà anche alla fine a risparmiare dei soldi» anche ciò è simile a quanto sostenne Vendola al momento della nomina dell’Ing. Monteforte (fino ad oggi non è stato possibile visionare il puano industriale di Aqp). E a distanza di qualche anno abbiamo visto come è andata in termini di assenza di trasparenza, mancanza di applicazione dell’esito referendario, violazione del diritto umano all’acqua potabile, … infine l’ingegnere è finito indagato per reati ambientali e, più recentemente, per truffa e peculato (ovviamente sempre nell’esercizio delle sue funzioni di amministratore unico AQP)!
La storia dimostra – a tutti i livelli - che i manager (o i cosiddetti tecnici) non è detto che siano più onesti dei politici, ancor meno che siano interessati a indirizzare l’attività economica a fini sociali, come prescrivono gli art. 41 e 43 della Costituzione e la volontà espressa da 27 milioni di cittadini nel referendum del 12 e 13 Giugno 2011. Ancora una volta si cerca di sviare l’attenzione dal nodo della questione: il rispetto della volontà dei cittadini pugliesi e la ripubblicizzazione di AQP SpA.

L’istituzione immediata del tavolo tecnico per la ripubblicizzazione dell’Acquedotto pugliese è condizione ineludibile per scongiurare la privatizzazione di AQP SpA!
Tutto il resto sono chiacchiere!